Ancora aspetto primavera

Nel Gennaio 2011, l’editore Socrates ha pubblicato le avventure di Flavio Santi in un libro intitolato Aspetta primavera, Lucky (Edizioni Socrates, Roma 2011).  Non ho scomodato John Fante per decifrare questo libro, ma già dalle prime pagine conosco due cose dell’autore: non sa cucinare e si lamenta una cifra; il che lo rende detestabile perchè per me è innaturale che un uomo adulto non sappia alimentarsi decentemente e, sopratutto, perchè io come lui mi lamento un sacco.

Prima però di addentrarmi in considerazioni sulla lettura, voglio fare un regalo all’autore.

Pasta al tonno veloce e gustosa:
Soffriggere aglio, olio, peperoncino e tonno (io lo preferisco al naturale). Sfumare col vino bianco (mi raccomando si sfuma lontano dal fuoco), aggiungere olive nere, un po’ d’origano. Saltare la pasta e aggiungere prezzemolo fresco.

Ora veniamo al libro: mi è piaciuto 3 pagine sì e 15: descrizioni di tradimenti alla Ozpetek e intrecci emotivi degni di ER non mi sembrano corrispondere all’intenzione dell’autore di scrivere la Vita Agra versione 2.0. E poi… i sequel, fanno schifo al cinema, figuriamoci in letteratura. Ho pregato perchè non girassero Ghostbuster III. Ve lo immaginate lo scienziato Peter Venkman estrapolato dal contesto luccicante degli anni ’80, ingobbito in una tuta stretta da acchiappafantasmi? Non mi farò rovinare il ricordo dei due film per niente al mondo. E così pensa anche Bill Murray che non parteciperà alla produzione annunciata.

Si parla spesso di cosa un autore possa o non possa fare, quali storie narrare e come. Io sono per la piena autonomia di scelta e di giudizio, chiaro poi che bisogna essere particolarmente furbi, acuti, bravi per potersi confrontare con qualcuno del calibro di Bianciardi. Credo sinceramente  che Flavio Santi avrebbe potuto competere con lui, peccato non ci abbia provato del tutto. Le pagine che mi hanno commosso sono quelle che ricordano Simone Cattaneo, che stimavo e continuo a stimare con profonda gratitudine.  A mio avviso sarebbe stato interessante approfondire questa parte del libro.

Gli intellettuali poi, nascono, vivono, muoiono precari… nelle loro esistenze, nei lavori, nei rapporti. Ogni volta che barcollo penso a qualcosa che disse il maltrattato Bukowski:

Vuoi sentirti sicuro? La sicurezza si può avere in galera. Tre metri quadrati tutti per te senza affitto da pagare, senza conti della luce e del telefono, senza tasse, senza alimenti. Senza multe. Senza fermi per guida in stato di ubriachezza. Cure mediche gratuite. La compagnia di persone con gli stessi interessi. Chiesa. Inculate. Funerali gratuiti.

 

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