La tessera elettorale: tra partecipazione e disboscamento c’è un Tocqueville d’annata.

Mostrami la tua tessera elettorale e ti dirò chi sei: oltre a leggere il futuro anteriore nei fondi di bottiglia, in quanto critico enogastrointestinale, mi sono specializzata nell’analisi semiotica: mi occupo della lettura dell’evento (il referendum) all’interno della letteratura di genere (la tessera).

Se questo referendum non passasse, il mio ex ragazzo – Alexis de Tocqueville (La democrazia in America. Utet, Torino, 1968) – si rigirerebbe nella tomba. Lo studioso – che da ora chiameremo Alex – ci credeva così tanto nella partecipazione che aveva istituito una tessera punti, come quella del Conad, per andare a votare, ma che si differenziava da quella non per le spugne color lilla in regalo ma per il premio dell’emancipazione del popolo. Libertà ed uguaglianza sono in contrapposizione tra loro, ecco perchè Chanel ha proposto una tessera elettorale prèt à porter, nei classici toni del bianco e del nero.  Alex ci sapeva fare con la gente, e più questa voleva assomigliarsi per ceto, casta, converse e rayban, più secondo lui si allontanava dall’essere libera. Se è vero dunque, come dice Gaber, che libertà non è star sopra un albero, è più probabile che sia contribuire a piantare quell’albero e curarlo. Ma qual’è il senso di tutto se poi l’albero si deve abbattere per fabbricare la carta utile alle tessere elettorali?

La presente tessera elettorale è strettamente personale e ha carattere permanente

(Quarta di copertina di una tessera elettorale)

Di permanente qui c’è solo la messa in piega della mia parrucchiera: deterioramento, erosione della stampa, pezzi di nastro adesivo che la tengano unita. Tessera elettorale come simbolo: significante e significato si fondono nella carta d’imbarco per il paese della democrazia che casca a pezzi come il Titanic e come uno stivale che annega in acque fangose. Un giorno, di questi eventi cosa rimarrà? I numeri in progressione che sistematicamente lo scrutatore sbaglierà a timbrare?

Ci perdiamo nell’effimero, vittime di una società sempre prossima a qualcosa e mai vicina a concludere nulla:  voti il 12 o il 13 e va bene, ma poi fuori da questo lasso di tempo sei fregato, non puoi più dire la tua… Essere o non essere poco importa se si è in divenire, più importante oggi è esserci, ad ogni costo, al concerto di Lady Gaga, al Gay Pride, all’appuntamento con il dentista, al voto.

Vi consiglio di capire chi siamo, da dove veniamo e chi vogliamo essere. In questo processo, Tocqueville mi ha aiutata molto in tempi non sospetti; voi utilizzate qualsiasi cosa che vi aiuti nella ricerca, anche Novella 2000, se vi può far riflettere.  E non dimenticare di andare a votare perché, parafrasando quello che disse Blaise Pascal nella sua scommessa:

Valutiamo questi due casi: se vincete, vincete tutto, se perdete non perdete nulla. Scommettete, dunque, che Dio esiste, senza esitare […]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...