Chesterfield, una parabola tra il Messico e la Virginia

Just tobacco and water. Questo recita la bandella di uno dei prodotti editoriali più interessanti degli ultimi tempi. Lanciato a un prezzo competitivo (Newton Compton prende e incassa) si va a collocare in quel filone della letteratura americana riportato in libreria dallo scrittore Cormac McCarthy:

 Rawlins tirò fuori del tabacco dal taschino e si spinse indietro il cappello.

   Cosa hai in mente di fare?

   Voglio domare quei puledri.

Cavalli Selvaggi, Einaudi 2006

Naturalmente Chesterfield non ha inventato proprio nulla di nuovo. Ma si sa che ogni  invenzione dà nuova linfa a ciò che è stato e che sarà, in quell’ottica del canone che più volte ho affrontato e che mi sta a cuore.
Proprio questa l’intuizione della casa produttrice che, con un packaging in stile old Virginia, ci riporta a un sentimento delle cose ormai perduto.

Può un uomo collocarsi fuori dalla propria storia? Beh caro Pasolini, la risposta è sì se si legge quel comandamento “A tradition in Smoking” come qualcosa che travalica il gusto mediterraneo per le nazionali d’importazione.

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2 thoughts on “Chesterfield, una parabola tra il Messico e la Virginia

  1. un’intuizione costa, però, troppo cara, se essa, come in qusto caso, finisce in fumo.
    (e la letteratura pare essere dipendente da questa morte.)

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