Il rosso è poesia. Tra avanguardie e surrealismo un nuovo mecenatismo italiano.

La selezione proposta dai Conti Zecca si porta dietro un po’ di quel mecenatismo che fece dell’Italia spezzettata un paese di poeti, pittori e artisti di qualsiasi tipo.

Viene da chiedersi come parole quali GLOCAL,  abominio del parlare moderno si collochino nel panorama letterario italiano e più in generale europeo. Di certo se c’è una provincia di cui narrare Donna Marzia lo fa tutto a suo modo, indicandonde en passant la provenienza geografica e non facendone manifesto generazionale. Si tratta di un’opera collettiva, con nessun riferimento alla corrente strutturalista ma anzi, che cerca una verità universale nei colori primari delle parole. L’elementarità e il surrealismo manifesto ricordano da vicino un poeta a me caro, Tristan Tzara, che in morte di Apollinaire descrive in questa maniera gli alberi:

And the trees hung there in a wreath

Sì si tratta di una corona ma non di vite, ciò nonostante il Negramaro recupera questa tradizione e la reinventa usando tropi metafisici:

Rosso rubino intenso con gradevoli riflessi di granata.

Ed è proprio una deflagrazione quella che avviene nel testo, le parole si inseguono in un continuo rimando a loro stesse, la completa autoreferenzialità del testo non deve però ingannare. È  ben chiaro il lavoro sotteso dell’autore (degli autori per meglio dire), che all’interno dell’imbuto antigravitazionale della poesia d’avanguardia, chiamano in causa il sommo poeta Baudelaire e ne continuano la tradizione a dispetto delle logiche contemporanee di mercato:

È morta la mia donna: sono libero!
Posso bere, sicchè, quanto mi pare.
Se rincasavo privo di danaro
gli urli suoi mi squassavano le fibre.

Mi sento come un re, sono beato.
L’aria è purissima, il cielo una festa.
Era proprio un’estate come questa
quando di lei mi sono innamorato.

Da Les fleurs du mal – Charles Baudelaire

Se il progetto raccoglierà consensi è presto dirlo, di certo è una corrente da non sottovalutare, una brezza fresca nella poesia italiana che, ad oggi, sembra fermarsi a Milo de Angelis. Starà a loro mostrarci la via, e a noi la sensibilità di coglierla, di berla.

 

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