Il farmaco etico: Solar, tra i libri assolutamente da leggere

Quando parliamo di farmaco etico penso automaticamente alle vicende legate al Nimesulide e la domanda a cui tutti pensiamo è “Il Nimesulide fa male?”

Facciamo chiarezza.

Il Nimesulide fu sintetizzato negli Stati Uniti dalla società farmaceutica 3M e, successivamente, il brevetto fu venduto alla svizzera Helsinn Healthcare SA. Questa concesse la licenza all’Italiana Boehringer Mannheimuì che  commercializzò il Nimesulide con il nome di Aulin. Era il 1985, e l’Italia fu uno dei pochi paesi a mettere in circolazione quel farmaco.

Le vicende legate all’epatossicità del Nimesulide gettano nuova luce su un’altra storia (sempre legata a interessi economici e brevetti): Solar di Ian McEwan, un libro assolutamente consigliato.

In Solar, allo scienziato inglese e premio Nobel Michael Beard viene affidata la direzione del Centro Nazionale per le energie rinnovabili. È qui che Beard, conosce Tom Aldous, entusiasta e geniale PhD, la cui morte produrrà una svolta nella sua carriera.

Come l’Aulin (nato come farmaco chemioterapico e commercializzato in Italia come FANS) Beard, da stanco e attempato scienziato, si reinventa portando avanti un progetto rivoluzionario di cui, però, non è autore. Districandosi tra intrecci amorosi e finanziari, McEwan delinea con sarcasmo e ironia una fotografia del pensiero contemporaneo che ha a che fare sì con le condizioni del pianeta ma molto di più con chi trae profitto  dallo spettro del disastro.

Infatti, dice Beard:

 Fidati, Toby. È una catastrofe, ti puoi rilassare.

I negazionisti, poi, sembrano avere delle reazioni analoghe a quelle avute dall’Agenzia Italiana di Farmacovigilanza, che in una conclusione assai schematica, minimizza i rischi derivanti dall’uso di Nimesulide, evitando di dire l’unica cosa che il consumatore vuole sapere: l’aulin fa male e no, non è un farmaco etico.

McEwan, invece, ci fa rilassare sì, mentre ci rende partecipi di una catastrofe ancora più grande di quella ambientale (che sarà vera poi?): il dramma personale di Micheal Beard, il cui percorso vedrà sostituire, pian piano, l’amore per la scienza con l’amore per la gravità prodotta dal proprio girovita.

Un romanzo fortunato, divertente, in confronto al destino del Nimesulide.  McEwan non si fa scalzare mai dalla contemporaneità, a differenza dell’Aulin la cui composizione è rimasta a lungo un mistero e che, a oggi, ha lasciato posto a un cugino più leggero: l’OKI.

photo credit: Pickersgill Reef via photopin cc

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